Il fattore sorpresa

Era una questione di principio, un chiodo fisso, ed era indubbiamente la prima cosa che voleva fare.
D’altra parte non poteva fargliela passare liscia, no di certo. Era stata proprio lei a denunciarlo. Si era fatto cinque anni dentro per colpa di quella puttana. Cinque anni, passati stringendo i denti e pensando al momento in cui finalmente gliel’avrebbe fatta pagare. Pensando anche al modo migliore per farlo, ovviamente, ed in questo i suoi compagni di cella erano stati molto prodighi di suggerimenti interessanti. Del resto lui aveva solo fatto sparire un po’ di soldi dal bilancio della società – un bel mucchio di soldi, in effetti – e anche corrotto qualche politico, ma non era mica un assassino! Non ancora, per lo meno…
Sapeva che la puttana aveva paura di lui, tanto che sicuramente stava progettando di trasferirsi in un’altra città facendo perdere le sue tracce. Ma non ne avrebbe avuto il tempo, la maledetta. Aveva ben altri programmi per lei, quella mattina, qualcosa di molto spettacolare.

Erano le 7.30 e lui già da parecchio tempo era fuori dalla sua casa di Catania che la stava aspettando, seduto in macchina, con una sigaretta accesa fra le dita. Finalmente lei uscì, come ogni giorno, per andare al lavoro. Stava aprendo la portiera della sua BMW quando alzò gli occhi e lo vide, a poco più di dieci metri da lei, tranquillamente appoggiato alla fiancata del suo vecchio fuoristrada con le braccia conserte. E la stava fissando, con un ghigno di sfida dipinto sul volto.
La donna rimase per qualche istante pietrificata dalla paura, poi trovò finalmente la forza di reagire. Saltò in macchina, mise in moto e partì sgommando, evitando per un pelo un’altra auto parcheggiata lungo la strada, mentre rovistava freneticamente nella borsetta alla ricerca del cellulare. Lui rimase fermo a guardarla, tanto già sapeva che non avrebbe mai avuto il tempo di fare quella chiamata alla polizia. Prese un piccolo trasmettitore dalla tasca della giacca, estrasse l’antenna e pigiò l’unico tasto che c’era sopra, proprio mentre la puttana stava affrontando di gran carriera il curvone in fondo alla strada. L’esplosione sollevò la macchina ad un metro da terra e la forza centrifuga la spinse verso l’esterno della curva, dove atterrò a ruote all’aria con un tonfo di lamiere, avvolta dalle fiamme.

Lui risalì in macchina con calma infilandosi gli occhiali da sole, poi si allontanò altrettanto tranquillamente nella direzione opposta, osservando nello specchietto retrovisore la colonna di fumo nero che saliva verso il cielo. Non riusciva a levarsi quel sorriso soddisfatto dalle labbra, ripensando all’espressione così stupita e allo stesso tempo terrorizzata di lei! Il fattore sorpresa è sempre un grande vantaggio, del resto, e la puttana non si aspettava certo di trovarselo in giro proprio adesso. Sicuramente non aveva fatto i conti con la bontà del nuovo governo italiano e con la sua fantastica legge sull’indulto, che gli aveva consentito di tornare da lei con un anno di anticipo.

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Abbiamo 2 commenti a questo articolo

  1. Mauro dice:

    Cavoli,
    complimenti, frutto della tua tastiera?
    Nel caso, ri-complimenti :clap: mi è piaciuto molto!
    Hai affrontato in chiave “ironica”, un problema che questo “indultino” rischia di poter rendere cosa reale …speriamo che il tutto rimanga solo all’interno delle righe di questo tuo bel post.
    Ciao!

  2. Zelig dice:

    Ti ringrazio per i complimenti! 8)
    Per quanto riguarda l’indulto, purtroppo la cronaca ha già riportato numerosi casi di “ricadute” delittuose degli scarcerati, anche se fortunatamente nessuna tanto clamorosa come questa…

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