Il colpaccio
Era rimasto lì per ore, con quel pezzo di carta in mano. Si sedeva sul divano per qualche minuto, poi si rialzava di scatto e camminava un po’ su e giù nel piccolo salotto di quello scalcinato appartamentino in affitto in cui viveva da solo. Poi si metteva a sedere di nuovo, ma era talmente agitato e nervoso che non riusciva a rimanere fermo. Le sue mani sudate non lasciavano nemmeno per un istante quella preziosa ricevuta. Un pezzo di carta che valeva la bellezza di novanta milioni di euro: la schedina vincente del superenalotto, quell’unico “6” che non usciva da mesi e con il montepremi più alto che si fosse mai visto nella storia del concorso.
Il televideo mostrava la schermata con i numeri vincenti. Era fissa lì da almeno due ore. Ogni tanto controllava ancora i numeri, come se avessero potuto cambiare, ma erano ovviamente sempre quelli e corrispondevano perfettamente a quelli della ricevuta che teneva in mano. Non c’era alcun dubbio. Novanta. Milioni. Novantamilioni. No-van-ta-mi-li-o-ni.
Si rimise a sedere sul divano e bevve un altro goccio.
continua…








