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Quando pensi che a nessuno al mondo importi se sei vivo, prova a non pagare per due mesi la rata della macchina. (John Belushi)

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Archivio blog - categoria 'Racconti'

Il colpaccio

Giovedì 16 Ottobre 2008 by Zelig

Era rimasto lì per ore, con quel pezzo di carta in mano. Si sedeva sul divano per qualche minuto, poi si rialzava di scatto e camminava un po’ su e giù nel piccolo salotto di quello scalcinato appartamentino in affitto in cui viveva da solo. Poi si metteva a sedere di nuovo, ma era talmente agitato e nervoso che non riusciva a rimanere fermo. Le sue mani sudate non lasciavano nemmeno per un istante quella preziosa ricevuta. Un pezzo di carta che valeva la bellezza di novanta milioni di euro: la schedina vincente del superenalotto, quell’unico “6” che non usciva da mesi e con il montepremi più alto che si fosse mai visto nella storia del concorso.
Il televideo mostrava la schermata con i numeri vincenti. Era fissa lì da almeno due ore. Ogni tanto controllava ancora i numeri, come se avessero potuto cambiare, ma erano ovviamente sempre quelli e corrispondevano perfettamente a quelli della ricevuta che teneva in mano. Non c’era alcun dubbio. Novanta. Milioni. Novantamilioni. No-van-ta-mi-li-o-ni.
Si rimise a sedere sul divano e bevve un altro goccio.
continua…

L’omino delle foglie

Lunedì 24 Settembre 2007 by Zelig

Non è tanto alto. Ha i capelli bianchissimi e un po’ arruffati, a occhio e croce una settantina d’anni. E’ sempre vestito in modo normale, un po’ anonimo, come tanti altri pensionati, e passa quasi tutte le mattine davanti alle finestre del mio ufficio, sull’altro lato della strada, con il suo giornale sotto al braccio.

A fianco di quel marciapiede c’è la recinzione di una scuola, un muretto con sopra una siepe molto alta, sarà quasi tre metri.
Questo signore ogni volta che passa, piano piano, continua ad osservare questa siepe e ad infilarci una mano dentro. Le prime volte che l’ho notato mi incuriosiva, ma non riuscivo a vedere bene cosa facesse. Poi un giorno finalmente ho capito: toglie le foglie secche dalla siepe!

Ci mette almeno dieci minuti a fare quei venti metri. Infila la mano fra i rami e tira fuori pazientemente tutte le foglie secche da quella siepona alta il doppio di lui.
Prende le foglie e le butta a terra.
Tutti i giorni.
Da mesi.

Non so chi sia e nemmeno perchè ci tenga tanto a ripulire una siepe che sicuramente non è sua.

In ufficio lo chiamiamo “l’omino delle foglie”.

Il fattore sorpresa

Domenica 20 Agosto 2006 by Zelig

Era una questione di principio, un chiodo fisso, ed era indubbiamente la prima cosa che voleva fare.
D’altra parte non poteva fargliela passare liscia, no di certo. Era stata proprio lei a denunciarlo. Si era fatto cinque anni dentro per colpa di quella puttana. Cinque anni, passati stringendo i denti e pensando al momento in cui finalmente gliel’avrebbe fatta pagare. Pensando anche al modo migliore per farlo, ovviamente, ed in questo i suoi compagni di cella erano stati molto prodighi di suggerimenti interessanti. Del resto lui aveva solo fatto sparire un po’ di soldi dal bilancio della società - un bel mucchio di soldi, in effetti - e anche corrotto qualche politico, ma non era mica un assassino! Non ancora, per lo meno…
Sapeva che la puttana aveva paura di lui, tanto che sicuramente stava progettando di trasferirsi in un’altra città facendo perdere le sue tracce. Ma non ne avrebbe avuto il tempo, la maledetta. Aveva ben altri programmi per lei, quella mattina, qualcosa di molto spettacolare.
continua…

Trojan

Giovedì 27 Luglio 2006 by Zelig

Nell’ambiente degli hacker era indubbiamente uno dei migliori. Tutti lo conoscevano con il nickname “BoBBy”, un soprannome apparentemente buffo e innocente. Ma in realtà quello che faceva - ultimamente sempre più spesso - era tutt’altro che innocente…
Nella società del ventiduesimo secolo non c’era un solo aspetto della vita che non passasse attraverso i computer, e lui riusciva ad inserirsi perfettamente in questo sistema. Era in grado di vedere ogni cosa senza essere visto, poteva a copiare o manipolare dati senza lasciare tracce. Aveva imparato tutto questo con anni di esperienza, passati collegandosi alla rete per ore ed ore ogni notte con la sua interfaccia cerebrale, con il suo computer adeguatamente modificato e con il suo software capace di aggirare i controlli e le protezioni sempre nuove che venivano implementate nel sistema.
continua…

Legittima difesa

Mercoledì 25 Gennaio 2006 by Zelig

- Ma brigadiere, io ieri ho letto sul giornale che si poteva!
- Ma cosa sta dicendo? Gli ha sparato quattro colpi a questo poveraccio!
- Poveraccio? Guardi che me lo son trovato in giardino, me lo sono… In casa mia!
- Va bene, ma cosa le aveva fatto di male? L’ha aggredita? L’ha minacciata?
- Non desisteva, brigadiere.
- Ma dai?
- E poi aveva quella cosa li in mano… Mi sono spaventata, mi sono!
- Era un Folletto, signora.
- Boh, pareva un fucile…
- Venga, venga signo’.


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