Si mangia in giardino

Finalmente siamo riusciti a completare la zona pranzo all’aperto in giardino (giusto giusto in coincidenza con l’arrivo delle zanzare…):

Portico

E quale occasione migliore per inaugurarla di una bella grigliatina in compagnia?

Grigliata

Spiedini, salsicce alla birra, costine “al cartoccio” e ovviamente birra artigianale! :food:

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Google+

Google+

Google ci riprova con il social… I tentativi precedenti non hanno avuto un gran successo, anzi, però devo ammettere che questo Google+ in effetti non è male!
Non mi metto a farne una recensione, perché in giro ce ne sono già a centinaia e poi io sono la persona meno indicata a parlare di social network, visto che non ne uso manco uno…

Però questo G+ è carino, devo dire. Quasi quasi… :wink:

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Homebrewing: Belgian Strong Ale

Il Belgio non è una nazione famosa per tante cose, ma sicuramente lo è per la birra! :mrgreen:
Ed io ho sempre avuto una particolare predilezione per le birre belghe, per cui era inevitabile che arrivassi a cimentarmi nel realizzarne una simile. Ecco quindi la mia prima Belgian Strong Ale, fatta con la tecnica E+G (le foto nell’articolo dove parlo di questa tecnica si riferiscono proprio a questa).

La ricetta che ho messo insieme prevede un’infusione iniziale di 500 g di malto in grani Carapils. Gli altri ingredienti sono 3,5 Kg di estratto di malto liquido (2,5 dei quali in late addition) e 700 g di estratto secco, uniti a 700 g di zucchero candito (500 g chiaro e 200 g scuro). L’aggiunta di zucchero è piuttosto comune nelle birre belghe, in quanto consente di alzare un po’ il grado alcoolico senza rendere troppo corposa la birra. La luppolatura è invece affidata a 70 g di Styrian Goldings (60 minuti di bollitura) e 14 g di Saaz (per 10 minuti).

Questa volta ho fatto bollire 10 litri di mosto (invece dei 20 della prima volta) e questo mi ha fatto sicuramente risparmiare un bel po’ di tempo. Alla fine ho diluito con altra acqua fino ad arrivare a 20 litri totali nel fermentatore. Il lievito che ho usato è il Fermentis Safale S-33, quindi un lievito secco.
Nonostante l’OG “importante” (1.077), una sola bustina di lievito è stata sufficiente per portare a termine la fermentazione regolarmente, raggiungendo una FG di 1.019 dopo 18 giorni a 20°, con un travaso intermedio al quarto giorno.
Questo significa che, fatti due conti (e considerando anche i 130 g di zucchero aggiunti per il priming), arriviamo ad una gradazione alcoolica di circa 8,2 % vol!

Com’è venuta? Beh, la birra è stata imbottigliata da quasi due mesi, ma birre di questo tipo necessitano di tempi ben più lunghi per affinarsi ed esprimersi al meglio, per cui ci aggiorneremo più avanti per un giudizio finale!
Per ora vi posso dire che un assaggino comunque l’ho già fatto e… promette bene! :wink:

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Piccoli tamarri crescono

Dopo aver scoperto che la mia Focus è dotata di portalampade cablati per le luci nei pozzetti anteriori dell’abitacolo, ma che non sono attivi perché non previsti per il mio allestimento (!), non non ho resistito alla tentazione di collegarli! Un paio di rubacorrente sui cavi giusti e via.

Poi ovviamente, al momento di scegliere le lampadine da usare, il piccolo tamarro che c’è in me è venuto allo scoperto… Due banali lampadine bianche? Giammai! Molto meglio due fichissime lampadine rosse! 8)

Che poi tra l’altro si intonano perfettamente con l’illuminazione rossa della strumentazione, e quindi alla fine il risultato non è nemmeno tanto tamarro come pensavo… Insomma mi piacciono proprio, tanto inutili quanto scenografiche! :lol:

Luci pozzetti

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Homebrewing: la prima weizen

Dopo il disastroso epilogo della Irish ale (che avevo fatto con tecnica E+G), la produzione successiva è stata una classica weizen, o weisse che dir si voglia.

Questa l’ho preparata partendo da estratto luppolato, visto che avevo ancora in casa una latta di Coopers Wheat. A questa ho aggiunto 1 kg di estratto di malto secco wheat e 120 g di zucchero. Come lievito ho usato il WB-06 Fermentis, che è specifico per questo stile di birra.

Ho lasciato fermentare a 20° per 20 giorni, senza travasi intermedi. Penso infatti che i travasi siano abbastanza superflui quando si parte da kit di estratto luppolato, e a maggior ragione per una birra come la weizen che deve essere torbida per definizione!

Alla fine, priming con 140 g di zucchero e ho imbottigliato. OG 1042, FG 1010, alcool 4,6 % vol.

Un mese e mezzo di maturazione, e questo è il risultato:

weizen

Premetto che non avevo grandissime aspettative su questa birra, visto che si legge spesso che questo sia uno degli stili più difficili da fare bene in casa, che venga bene solo se fatta in all-grain, che bisogna necessariamente usare un lievito liquido, ecc.

Devo dire che invece, nonostante tutto, il risultato non è affatto male. Certo si può fare di meglio, ma i profumi (banana, ecc.) e il sapore tipici delle classiche birre di grano tedesche ci sono assolutamente. E’ senz’altro una birra gradevole e rinfrescante, perfetta per l’estate che sta arrivando. Vediamo se questi 22 litri dureranno fino all’autunno! :P

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Maggio, tempo di rose

fotografate alla giusta distanza, così non si vedono gli afidi… :)

Rose Kordes “Moonlight”, rampicanti (si fa per dire, in realtà fanno certi rami che ci vuole la motosega per potarle!), con falso gelsomino sullo sfondo, anche lui fiorito e profumatissimo:

moonlight

Poi ci sono quelle bianche. Iceberg (credo) sulla destra e sconosciute a sinistra:

Iceberg

E infine quelle rosse, altrettanto sconosciute. Non saranno probabilmente quelle dai fiori più belli, ma in questo periodo non passano certo inosservate! :wink:

rosse

Godiamocele adesso, perché tanto già lo so che fra un mese saranno già devastate dai funghi come al solito… :x

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