Homebrewing: bilanci e progetti

Mentre si avvicina il momento di riavviare la produzione birraria del “Route 45“, ne approfitto per fare un breve bilancio della produzione 2012/2013. Le recensioni che ho periodicamente pubblicato delle singole birre solitamente sono state fatte dopo un paio di mesi di maturazione, ma poi col tempo l’evoluzione del prodotto continua (il bello delle birre artigianali!) e quindi anche le valutazioni possono cambiare. A volte in meglio, a volte in peggio…

Queste valutazioni ovviamente servono per decidere quali birre rifare nella nuova stagione e quali no, ed eventualmente se e quali modifiche apportare alla ricetta (o addirittura alla tecnica) di quelle che si decide di rifare.

Allora rivediamole velocemente, in ordine di produzione: la Captain America è praticamente perfetta e anche dopo quasi un anno è ancora squisita, se non migliore. Da rifare senza se e senza ma. La Zagor non è male, non ha difetti, ma manca un po’ di carattere. Si potrebbe riproporre, ma con qualche modifica, soprattutto sulla luppolatura. La Wolverine, come ho già detto fin dall’inizio, non è uscita come previsto. Col tempo un po’ è migliorata, sia per il gusto che per la schiuma, ma ancora non mi convince. Potrei provare a rifarla ancora con diverse modifiche, ma probabilmente per il prossimo anno la lascerò in stand-by. La Sturmtruppen, al contrario, ha superato tutte le aspettative ed è indubbiamente una delle migliori del gruppo. Me la sto gustando proprio in questo periodo di Oktoberfest (ed è quasi finita…) e sono sempre più convinto a rifarla senza cambiare una virgola, sperando questa volta in una fermentazione migliore. Anche la Asterix si è evoluta dimostrandosi una blanche di tutto rispetto e sicuramente mi piacerebbe riproporla, ma forse non subito. E veniamo alla Batman, la mia stout, che non mi dispiace affatto, anche se si potrebbe ancora migliorare con qualche piccola modifica. All’inizio aveva una schiuma deludente, adesso è fin troppo abbondante tanto che le ultime bottiglie aperte presentano un antipatico fenomeno di gushing lento (quando si stappa la bottiglia comincia a formarsi schiuma all’interno, che lentamente sale e fuoriesce in continuazione se non si versa subito nel bicchiere). Gusto e aroma sono comunque ok, quindi non si tratta di infezione, almeno credo… Passiamo poi alla mia belga prediletta, la Thor, che più invecchia e più diventa buona! Sicuramente la rifarò, non so ancora se con qualche piccola modifica o meno, perché è ottima già così com’è. Poi abbiamo la bitter, la Iron Man, che non è male ma nemmeno si fa notare particolarmente. Anche questa poi, ultimamente, è affetta dal maledetto gushing lento appena descritto. Non so ancora se rifarla o meno, ci devo pensare. La Alan Ford infine, effettivamente è una birra interessante e mi piace anche parecchio, però in quanto birra fatta con gli avanzi difficilmente potrò rifarla uguale! Però magari con qualche aggiustatina, chissà…

La produzione 2012/2013 al completo

Nel complesso posso dire di essere abbastanza soddisfatto di questa “annata” (111 litri prodotti in totale, per la cronaca), anche se ci sono sicuramente alcune cose su cui lavorare. Ad esempio mi piacerebbe riuscire a capire perché alcune cotte a diversi mesi di distanza cominciano a presentare il gushing, ma anche leggendo sui forum pare che una spiegazione sicura delle cause del fenomeno ancora non si sia trovata. Ho cercato di trovare elementi in comune fra le cotte incriminate e non, ma non mi pare ci sia nulla. So che in pratica è solo un difetto “estetico” (basta vuotare nei bicchieri subito dopo aver stappato la bottiglia) e che la birra comunque è buona, però la cosa è parecchio fastidiosa. Poi devo anche cercare di migliorare in qualche modo la fermentazione, perché in alcuni casi ho avuto delle attenuazioni un po’ scarse. Pensavo ad esempio di aggiungere del nutriente per il lievito o magari di controllare un po’ meglio la temperatura di mash isolando termicamente la pentola in qualche modo.

Per quanto riguarda invece le birre da fare nella nuova stagione, devo ammettere che devo ancora cominciare a pensarci! La prima cotta la dovrei fare fra circa un mese, quindi un pochino di tempo ancora ce l’ho, però adesso è ora di prendere delle decisioni. Alcune birre, come dicevo prima, ho già deciso sicuramente di rifarle, e questo è già un punto di partenza. Considerando che vorrei provare due o tre cosette nuove (ma non ho ancora deciso nulla) bisogna ora decidere quali “sacrificare” per fare spazio. E le rimanenti come modificarle per cercare di migliorarle.

Diciamo che sicuramente rifarò la Captain America, la Sturmtruppen e la Thor. Poi potrei riproporre con alcune modifiche la Zagor e una a scelta fra Batman e Iron Man. E magari una weizen. A questo punto rimarrebbe spazio per due o tre cotte “sperimentali”, che potrebbero essere… una seconda belga? Una seconda lager? Una saison? Un’IPA? Non lo so ancora, però è decisamente ora di mettersi al lavoro!

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Giocando con la Focus: attivazione di nuove funzioni

Come dicevo nell’articolo precedente, per completare l’attivazione del Cruise Control sulla mia Ford Focus mi sono servito di un’interfaccia OBD-II modificata, mediante la quale collegare l’auto al computer (una ELM327 v1.5 USB, nel mio caso). La modifica in questione consiste in una “deviazione” dei cablaggi interni del connettore, selezionabile attraverso l’aggiunta di un commutatore esterno. Questo consente di scegliere il funzionamento in modalità HS-CAN (quella originale) o MS-CAN.

Attraverso alcuni programmi per PC, in particolare il mitico ELMconfig (di origine russa, ora fortunatamente tradotto anche in inglese) si possono quindi visualizzare e modificare innumerevoli parametri sulle varie centraline presenti sull’auto. Questo perché la porta OBD-II, nata principalmente come strumento diagnostico, in realtà è una porta di comunicazione bidirezionale, e quindi oltre a consentire la lettura dei dati, ne permette anche la scrittura.

Già in modalità HS-CAN, quindi con l’interfaccia originale (senza modifica), si possono attivare alcune cosette interessanti, ad esempio sulla centralina del cruscotto, fra cui:

  • Modifica dell’unità di misura del consumo da l/100km (che ho sempre odiato) a km/l;
  • Attivazione della modalità ECO-mode Ford (che valuta l’efficacia della propria guida dal punto di vista del risparmio del carburante);
  • Attivazione del sistema di controllo della pressione dei pneumatici! Per questa funzione non serve infatti hardware aggiuntivo sulle ruote, ma viene rilevato l’aumento di velocità della gomma sgonfia rispetto alle altre mediante i sensori dell’ABS;
  • Mirroring delle informazioni di radio e telefono sul display del cruscotto;
  • Attivazione/disattivazione selettiva dei segnali acustici di avviso (cinture non allacciate, ecc.);
  • Attivazione di un segnale acustico di retromarcia.

Ma con la modifica hardware, e quindi in modalità MS-CAN, è possibile accedere a molti altri moduli, prima fra tutti la centralina GEM (il modulo “elettrico”). Anche qui i parametri attivabili e modificabili sono numerosi, ad esempio:

  • Attivazione della chiusura automatica delle serrature ad una certa velocità (liberamente selezionabile);
  • Modifica della temporizzazione delle luci interne, degli indicatori di direzione e molto altro.

A dire il vero molte delle funzioni modificabili in realtà, secondo me, non sono particolarmente utili. Voglio dire, chi può sentire il bisogno di avere un allarme acustico che avvisa del superamento dei 117 Km/h? O del segnale acustico di retromarcia? Ovviamente si tratta di funzioni previste dal codice della strada di qualche paese straniero. Anche modificare la temporizzazione delle plafoniere o vedere la stazione radio sul cruscotto non mi sembrano cose particolarmente interessanti… Poi ci sono diverse opzioni che non ho ben capito che cosa sono, quindi per ora non ci metto le mani per evitare di fare danni. Quel che è certo è che questa cosa è una gran figata! Poter smanettare a piacimento su tutti questi parametri, spendendo solo 10 euro di interfaccia, è davvero incredibile. Senza contare che il programma è in continua evoluzione e quindi probabilmente in futuro arriveranno ancora nuove funzionalità!  :wink:

Ah, dimenticavo di dire che ovviamente tutte le informazioni per la modifica dell’interfaccia e le relative discussioni le trovate come di consueto su IDAF!

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Giocando con la Focus: il Cruise Control

Approfittando delle preziosissime informazioni trovate sul mitico forum IDAF e del fatto che la mia Focus è ormai fuori garanzia, quest’estate non ho resistito alla tentazione e mi sono messo a “smanettarci” un po’ sopra!  :cool:

Finora l’unica “modifica” che avevo fatto era stata l’attivazione delle luci nei pozzetti anteriori, ma mi era sempre rimasto in testa il pallino dell’attivazione del Cruise Control, il controllo automatico della velocità di crociera. La mia Focus non era infatti dotata in origine di questo comodissimo optional, ma in realtà la macchina è già predisposta in tutto per averlo: la centralina è infatti uguale su tutte le auto, ma la funzione è semplicemente disabilitata a livello software nella centralina stessa. Anche tutti i cablaggi dalla centralina al volante sono già presenti, ma sul volante non ci sono i pulsanti di comando. Per quanto riguarda il secondo punto rimediare è abbastanza semplice, il vero problema è il primo. Infatti l’attivazione del CC nella centralina, per quanto si tratti di un’operazione quasi banale (una volta che si sa come fare…), deve essere eseguita mediante l’interfaccia VCM e il programma IDS della Ford, e quindi in pratica tramite un’officina Ford. E il 99,9% delle officine Ford si rifiuta categoricamente di fare questo tipo di lavoro, perché non autorizzato ufficialmente dalla casa madre! Inutile dire che quelle della mia zona mi hanno risposto tutte picche…

Per fortuna, sempre tramite gli amici del forum, ho avuto l’indirizzo di un’officina nelle Marche disponibile per fare questo lavoro. E visto che quest’estate ero casualmente nelle Marche per una decina di giorni, ho preso un appuntamento e mi sono fatto fare l’attivazione!

Beh, più o meno…

Infatti l’attivazione in realtà deve essere fatta in tre centraline diverse, ma il capo officina me l’ha fatta solo su quella del motore. Io ho provato a fargli presente che doveva farlo anche sulle altre due, ma lui insisteva che sulle auto che aveva già attivato lo aveva sempre fatto solo così e che funzionavano perfettamente e insomma alla fine ho lasciato perdere. Purtroppo non avevo ancora montato i pulsanti di comando (volevo prima essere sicuro di riuscire a fare l’attivazione) e quindi non ho potuto verificare il funzionamento al momento. Una volta tornato a casa, mi sono costruito una pulsantiera provvisoria da collegare alla macchina e, come prevedevo, ho constatato che il Cruise Control non funzionava affatto.  :evil:

Ma di certo non mi sono arreso!

Sempre grazie al forum ho scoperto che è possibile utilizzare un cavo ELM327 opportunamente modificato per collegare il proprio PC all’auto tramite il connettore standard OBDII presente sotto al cruscotto. A questo punto, tramite appositi software non ufficiali, si possono andare a modificare un gran numero di parametri sulle centraline, fra cui anche quelli relativi al Cruise Control proprio sulle due centraline mancanti (non su quella motore, almeno per ora)! Allora mi procuro uno di questi cavi (10 euro circa), lo modifico, lo collego al mio netbook sul quale ho installato l’apposito software di “hackeraggio” (di provenienza russa…) e vado ad impostare i parametri mancanti. Risultato? Cruise Control attivo e perfettamente funzionante! :mrgreen:

Ecco il Cruise Control in funzione, con tanto di spia sul cruscotto!

Ecco il Cruise Control in funzione, con tanto di spia sul cruscotto!

 

Ecco la tastiera provvisoria per il comando del CC, al momento con i cavi collegati direttamente alla centralina.

La tastiera provvisoria per il comando del CC, al momento con i cavi collegati direttamente alla centralina.

 

Ora devo solo sostituire la pulsantiera provvisoria con qualcosa di più bello e solido, magari direttamente sul volante. In ogni caso sarà sempre qualcosa di artigianale, visto che è fuori discussione utilizzare i ricambi originali. I tasti originali Ford sono fatti per essere montati sul volante a 4 razze, mentre io ho quello a 3. Bisognerebbe quindi comprare, oltre ai pulsanti, un volante nuovo e il relativo air-bag, con una spesa di diverse centinaia di euro!

Tra l’altro, grazie alla nuova interfaccia e al programma russo, sono riuscito ad attivare altre cosette interessanti sulla macchina, ma di questo vi parlerò nel prossimo articolo:thumbup:

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Alan Ford Belgian Ale

Ed ecco la recensione dell’ultima “creatura” della stagione 2012/2013, la numero nove. In realtà le cotte in programma erano otto, ma visto che quest’anno l’inverno si è protratto anche per buona parte della primavera, mi sono trovato con la cantina a temperatura idonea anche a fine maggio. E siccome avevo ancora in casa un po’ di avanzi di malto e luppolo e giusto giusto una bustina di lievito secco, ho messo insieme al volo questa ricetta e via a brassare!  :grin:

Ricetta quindi decisamente improvvisata, tanto che per finire gli avanzi ci ho messo dentro un po’ di tutto! Come malti: Maris Otter, Pilsener, Monaco, Aromatic, Special B e Crystal! Luppoli? Hallertau Mittelfruh (amaro) e Saaz (aroma). Come se non bastasse ci ho messo anche 100 grammi di zucchero candito scuro e una stecca di vaniglia! Il lievito che mi era rimasto era il Safbrew T-58.

Anche questa volta, come nella precedente, ho trasferito quasi tutto il contenuto della pentola nel fermentatore, ma al momento del primo travaso ho avuto l’accortezza di filtrare la birra utilizzando la stessa sacca BIAB, in modo da non rischiare di portarmi dietro dei residui com’era successo l’altra volta. La fermentazione è partita velocissima ed è praticamente terminata in pochi giorni, anche se più che essere terminata sembrava essersi bloccata, visto che l’attenuazione non è stata un granché. Alla fine comunque ho imbottigliato 13,5 litri.

Alan Ford Belgian Ale

Cosa ne è venuto fuori? Nonostante le premesse, una birra di tutto rispetto! Pur considerando il grist piuttosto “fantasioso” non esito a catalogarla come “belgian ale”, visto che è molto caratterizzata dal tipico lievito belga. Ovviamente non saprei in quale stile specifico farla rientrare, ma sinceramente non è che la cosa mi interessi più di tanto… Nel complesso la birra è interessante, una rossa di bell’aspetto, con una schiuma discreta (anche se per ora ancora un po’ grossolana) e un bel profumo. All’assaggio rivela anche un buon corpo e una carbonazione a mio parere corretta. L’amaro non è troppo pronunciato e ne fa comunque una birra nel complesso equilibrata, con sentori di spezie e caramello che accompagnano l’aroma discreto del Saaz. E il tutto senza avere una gradazione alcolica particolarmente elevata, come invece spesso succede nei tipici stili del belgio, cosa che la rende anche un po’ più beverina.

Come avrete capito è una birra che mi piace proprio, e che indubbiamente ha superato tutte le aspettative. Per essere una birra fatta con gli avanzi, mi verrebbe quasi la tentazione di rifarla!  :mrgreen:

Note di produzione:
Cotta n° 24 del 21/05/2013 – OG: 1,054 – FG: 1,016 – Alcol: 5,4% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 66° C.
Fermentazione: 2 settimane a 20° C con travaso intermedio dopo 5 giorni.

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Iron Man Bitter 2.0

Con una OG di 1,042 e il 4,2% di alcol, tecnicamente la mia Iron Man sarebbe una Special Bitter. Un classico stile britannico, quindi. Rispetto alla prima versione dell’anno precedente, ho sostituito la piccola quantità di malto roasted con una quantità quasi doppia di Monaco, mentre restano invariati il Maris Otter di base ed il Crystal. Anche i luppoli sono rimasti gli stessi (Fuggle e EKG), ma ho aumentato la quantità del primo per l’amaro, che nella precedente era un po’ scarso. Il lievito è invece cambiato, perché questa volta ho voluto provare il Danstar Nottingham al posto del Fermentis S-04 (sempre secco, quindi).

In questa cotta ho voluto inoltre fare un esperimento, introducendo un cambiamento nella tecnica di produzione. Solitamente al termine della bollitura e del successivo raffreddamento del mosto, sifonavo il mosto stesso nel fermentatore avendo accortezza di lasciare indietro il più possibile il fondo nella pentola. In questo modo però ero costretto anche a lasciare indietro qualche litro di mosto “buono”. Allora questa volta ho provato a trasferire nel fermentatore TUTTO il contenuto della pentola, fondazza compresa. Ovviamente così facendo diventa indispensabile fare un travaso dopo qualche giorno per separare i depositi solidi dalla parte liquida. Beh, alla fine sono riuscito effettivamente ad imbottigliare un paio di litri di birra in più del solito, quindi un bel 16% circa in più! L’unico inconveniente è che mi sono rimaste stranamente delle particelle (di luppolo, presumo) in sospensione anche dopo il primo travaso e alla fine qualcuno è finito anche nelle bottiglie, ma alla fine durante la maturazione anche questi si sono depositati sul fondo.

Iron Man Bitter 2A due mesi dall’imbottigliamento, la birra si presenta di colore ambrato scuro, piuttosto limpida, con una bella schiuma quasi bianca purtroppo ancora una volta poco persistente (anche se per lo stile non è che sia un difetto). Adeguati allo stile anche la carbonazione, abbastanza leggera, e il corpo non eccessivo. L’amaro questa volta è giustamente un po’ più presente, anche se volendo si potrebbe osare ancora qualcosa in più, ma per me va bene così. Forse si poteva anche aumentare un po’ il luppolo da aroma, che qui rimane invece piuttosto basso, lasciando in evidenza il sapore del malto. Si percepiscono alcune note di caramello del Crystal e il carattere leggermente erbaceo del lievito Nottingham, che pur essendo simile all’S-04 mi sembra complessivamente più gradevole.

Insomma questa Iron Man, pur non esibendo un carattere particolarmente esuberante, si rivela comunque una solida e riuscita “session beer”: leggera, beverina e dissetante, perfetta per questi caldi mesi estivi. Che poi era esattamente il risultato a cui puntavo!

Note di produzione:
Cotta n° 23 del 05/05/2013 – OG: 1,042 – FG: 1,012 – Alcol: 4,2% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 67° C.
Fermentazione: 2 settimane a 20° C con travaso intermedio dopo 4 giorni.

 

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Cyberlink PowerDirector 11

In campo informatico, l’editing video è sempre stato uno dei miei interessi – per quanto non abbia mai realizzato molto di più dei tradizionali filmini delle vacanze… – e dopo qualche anno di abbandono per mancanza di tempo, ora ho ricominciato a dedicarmici un po’. Grazie anche al nuovo computer che finalmente ha la potenza necessaria per questo tipo di lavori (notoriamente piuttosto pesanti), mi sono quindi messo alla ricerca di un software moderno e al passo coi tempi, visto che quelli che avevo usato in passato erano ormai obsoleti.

I programmi di cui ho avuto esperienza, ma parliamo appunto di parecchi anni fa, sono principalmente Adobe Premiere e Magix Video Deluxe. Ne ho anche provati altri brevemente, sfruttando le versioni demo gratuite, ma alla fine devo dire che nessuno mi ha mai convinto al 100%. Qualcuno aveva una miriade di funzioni ma un’interfaccia macchinosa da gestire, altri erano semplici da usare ma alcune cose erano comunque difficili o impossibili da realizzare. Alla fine ho trovato questo Cyberlink PowerDirector 11 (versione Ultra) che secondo me è veramente valido sotto tutti i punti di vista, e non solo sulla carta.

Il software, completamente in lingua italiana, ha infatti una serie completissima di funzionalità, il tutto racchiuso in un’interfaccia chiara, semplice ed intuitiva. L’approccio è quello convenzionale per questo tipo di programmi, quindi una timeline multitraccia sulla quale inserire clip e immagini, una finestra di anteprima del video, ecc. ma la cosa bella è che ogni cosa che si cerca la si trova esattamente dove ci si aspetta di trovarla, senza dover fare tante ricerche tra icone minuscole e incomprensibili e menù infiniti!

Sono gestite perfettamente e in modo ben chiaro tutte le principali fasi del lavoro:

  • Acquisizione: si può importare il video da qualunque sorgente immaginabile, dalle moderne videocamere HD alle vecchie DV come la mia (con riconoscimento automatico delle scene), fino all’acquisizione da TV, CD, DVD e anche la cattura in diretta da webcam o microfono.
  • Modifica: la fase di editing vera e propria dove, oltre a posizionare clip video e/o foto sulla timeline, possiamo fare facilmente tagli, correzioni, aggiungere effetti, transizioni, titoli, musiche, commenti audio, ecc. Ci sono anche delle funzioni con cui lasciare al programma la realizzazione del montaggio o della colonna sonora in automatico, scegliendo le scene migliori e sincronizzando le scene stesse con il ritmo della musica! Come dicevo rimane tutto molto intuitivo ed è sempre disponibile l’anteprima in tempo reale del lavoro che stiamo realizzando.
  • Produzione: una volta completato l’editing, è possibile generare il video finale in un gran numero di formati e risoluzioni, oppure pubblicarlo direttamente online su YouTube o altri servizi simili. Volendo vengono gestiti sia il 3D che le risoluzioni Ultra HD (4K), anche se io non ho fatto prove in questo senso. Il rendering è abbastanza veloce, ma ovviamente molto dipende dall’hardware disponibile. PowerDirector è infatti in grado di sfruttare tutte le accelerazioni hardware disponibili (multi GPU e ottimizzazioni offerte dalle CPU AMD e Intel di ultima generazione). Il software inoltre è disponibile anche in versione nativa a 64 bit.
  • Creazione disco: il prodotto finale può ovviamente essere masterizzato su DVD o Blu-ray, in 2D o 3D, ed abbiamo a disposizione una funzionalità integrata per la creazione di bellissimi menù iniziali.

Io sto usando il programma su Windows 8 64 bit, su un computer con 8 Gb di RAM, CPU Intel Core i3-3225 a 3,3 Ghz e GPU integrata Intel HD 4000. Nonostante il PC non sia un mostro di potenza, la velocità come dicevo è molto buona e non ci sono impuntamenti o difficoltà ne’ in fase di acquisizione ne’ durante l’editing. Le anteprime video scorrono sempre fluidamente anche in presenza di effetti, transizioni e titoli. La velocità di rendering è ovviamente molto variabile, perché dipende molto dalla risoluzione che viene scelta, dalla presenza di effetti, ecc., ma diciamo che in generale mi sembra piuttosto veloce. Per quanto mi riguarda ho constatato – come speravo – che una buona riduzione dei tempi si ha in alcuni casi quando è possibile sfruttare l’accelerazione hardware Intel Quick Sync messa a disposizione dal mio processore, che purtroppo non è presente in tutti i formati video (oppure è presente ma non cambia nulla se si attiva o meno). Per farmi capire meglio, ecco alcuni esempi dei tempi di rendering di prove che ho fatto con un progetto di circa 4 minuti in full-HD, con e senza Quick Sync attivato:

  • MPEG-2 (25 Mbps) con alcuni effetti: 4:34 senza Q.S. – 4:32 con Q.S.
  • MPEG-2 (25 Mbps) senza effetti: 2:57 senza Q.S. – 2:56 con Q.S.
  • MPEG-4 (13 Mbps) senza effetti: 5:26 senza Q.S. – 2:11 con Q.S.

Da questo si capisce come in MPEG-2 l’utilizzo del Quick Sync sia del tutto ininfluente, e come la presenza degli effetti faccia aumentare parecchio i tempi di calcolo. Molto interessante l’aumento di velocità che invece si riesce ad avere con il Quick Sync nella codifica MPEG-4, dove i tempi sono più che dimezzati!

Ok, per ora mi fermo qui. Questo articolo non ha la pretesa di essere una vera recensione, in realtà ci sarebbe molto altro da dire, però concluderei dicendo che le mie impressioni dopo i primi giorni di utilizzo del software sono assolutamente positive. Per quello che ho potuto vedere il programma non ha particolari problemi o bug (anche se occasionalmente un paio di comportamenti un po’ “strani” mi sono capitati…). Mi sento di consigliarlo senza timori sia a chi è alle prime armi nel video editing, che non si troverà in difficoltà a muovere i primi passi grazie all’interfaccia semplice e intuitiva, sia agli esperti, che sapranno invece sfruttare al massimo tutte le innumerevoli potenzialità disponibili. Il prezzo d’acquisto non è eccessivo e comunque è disponibile il download gratuito di una versione trial di 30 giorni, vivamente consigliata per testare prima il software sul proprio PC.

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