Gaetano Paolone

Galleria di Gaetano Paolone (Roma)

Gaetano è il primo “costruttore” italiano che ho trovato facendo alcune ricerche in rete. Ha realizzato il bel volante che vedete illustrato qui sopra (beh, più che altro lo ha progettato, visto che il grosso del lavoro lo ha fatto fare ad altri… wink ) al quale ha poi aggiunto una pedaliera, costruita seguendo i miei progetti.

La parola all’autore:

Storia del mio volante (ovvero i retroscena della ricerca disperata di componenti…)
Dunque tempo fa giocavo a GP1 (World circuit) e mi son detto: proviamo col joystick! Fantastico. Era perfetto. La cosa strana era che quel joy funzionava bene solo con GP1 e con gli altri programmi non andava affatto. Allora mi son detto: Faccio il volante con il povero joy.
Mia madre lavora in un ITIS. Vado nella sua scuola e chiedo se mi potevano costruire un volante. Lo vorrei di 20 cm di diametro ed il tubo di 3 cm di spessore. Mi fanno sapere che è impossibile piegare un tubo di ferro o comunque di qualsiasi altro materiale con quello spessore. Si giunge ad un accordo: il volante verrà fatto in rame 24 cm. con spessore di 1,7. Pignone in ferro. Il fabbro (collega di mi madre) lavorava in cooperazione con un altro collega che mi faceva il box in legno contenente il volante. Intanto imparo a memoria la circuiteria del mio ex joystick e mi rendo conto che un’oscillazione di soli 30-40 gradi (quella che il joy mi dava) era poca per lo sterzo… Questo potenziometro era infatti autolimitato cioè leggeva dati solo per un’oscillazione appunto di 40 gradi.
Comincia allora la mia odissea alla ricerca dei potenziometri, che finalmente mi spiegano essere “c’hai presente er volume dello stereo? Ecco, uguale.” Imparo in fretta che ne esistono vari tipi. Ne compro alcuni, vado a casa, non vanno bene, ritorno al negozio e riprovo… dopo 4 tentativi ce la faccio e il mio potenziometro da 470KOhm mi da risultati di calibrazione molto soddisfacenti.
Arriva il volante nel box di legno con i microswitch dietro le razze a mo’ di F.1.
Mancavano solo i pedali. Nessuno, dico nessuno è stato in grado di spiegarmi i collegamenti da fare per “spezzare” in 2 potenziometri l’asse y del joy. Il mio lavoro si ferma allora per mesi dopo pochi tentativi di utilizzare tutto l’asse y per accelerare e uno switch (pulsante 2) per frenare. Passano i giorni, esami, laurea etc. Giorni fa mi scrive Zelig (un grande) e mi dice che ha visto la mia home page con le foto del volante e vuole linkare sulla sua pagina la mia perchè sta facendo una galleria di volanti italiani fatti a mano (tra cui c’è ovviamente il suo). Io accetto e decido di “andare a vedermi” sulla sua pagina. Poi mi dico, fammi vedere come ha fatto i pedali… Da allora, dopo 3 giorni avevo la mia pedaliera in truciolato con finalmente i 2 pedali analogici. Ora ho un volante professionale. Grazie Necci, Grazie Mei, Grazie Zelig.

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