Ultime modifiche fatte al mio volante

Ebbene sì, alla fine del 1998 ho finalmente trovato un po’ di tempo libero ed ho messo nuovamente le mani sul mio volante…

Non che andasse male, ma semplicemente mi andava di fare alcuni piccoli miglioramenti che avevo in mente da tempo. Questa pagina serve ad illustrare, con l’aiuto di alcune nuove foto, le modifiche che ho fatto, in modo da dare ulteriori spunti a chi stesse progettando il proprio volante. Vi faccio notare che tutte queste modifiche rientrano fra le possibili alternative di costruzione già citate nelle sezioni principali del progetto, quindi non è che ci sia nulla di particolarmente nuovo… Per lo stesso motivo alcune delle spiegazioni presenti in questa pagina sono un po’ sintetiche, essendo già state affrontate in precedenza in modo più approfondito.

Allora, per prima cosa ho modificato il sistema di montaggio del volante. Invece di avere il volante fissato sulla barra filettata da due semplici dadi (sistema che, come già detto, non riesce solitamente a garantire da solo una unione sufficientemente solida), lo ho unito con due bulloncini ad una piastra metallica (di cm 6×4). Questa piastra è solidamente unita ad un dado e alla barra filettata con della colla epossidica per metalli. Purtroppo la foto che ho fatto alla piastra è venuta sfuocata (!) e quindi dovete accontentarvi di questo disegno per illustrare la modifica…. Il disegno rappresenta una sezione del volante, visto dall’alto. Potete osservare come nel blocchetto posteriore del volante siano state ricavate delle cavità in grado di accogliere il dado di fissaggio della piastrina e quelli dei due bulloncini. In questo modo il blocchetto si appoggia perfettamente sulla piastrina, dove viene tenuto in posizione da un ulteriore dado “libero” (ovvero non incollato…):

Già che c’ero ho anche incollato con la colla epossidica tutte le parti presenti sulla barra filettata, ovvero le rondelle e i bulloni al cuscinetto, il supporto a “L”, ecc. In questo modo ho ottenuto un “blocco unico” veramente molto solido (forse non come se fosse saldato, ma quasi…).

Visto che stavo lavorando sul volante ho poi deciso di metterci altri due pulsanti (sulla parte frontale, da azionare con i pollici). Li ho montati su un pannellino di legno da 4 mm (visto che non potevano fisicamente essere fissati sullo spessore di 1 cm del volante) che ho incollato davanti al volante, sagomandolo in modo da seguirne il profilo tondeggiante della parte centrale. Ovviamente sul volante, dietro al pannellino, ci sono 2 fori che permettono ai contatti elettrici dei pulsanti di sporgere sul retro. Questi due pulsanti replicano i tasti 3 e 4 e quindi sono collegati in parallelo sui pulsanti già presenti sul cruscotto.

Ecco come si presenta ora il mio volante (lo so, le foto sono pessime come al solito, abbiate pazienza…)

Un’altra modifica che ho fatto riguarda il cablaggio elettrico del volante. In origine avevo quattro sottili cavetti che uscivano dal cruscotto ed erano avvitati ad una morsettiera fissata dietro al volante. Questa era a sua volta collegata ai due microswitch del cambio.
Con il passare del tempo ho notato il verificarsi di un problema: ad ogni rotazione del volante corrispondeva una leggera flessione a destra o a sinistra dei cavetti, soprattutto in corrispondenza della parte spelata che si infilava nei morsetti. Questo, dopo diverse ore di gioco, causava immancabilmente la rottura di qualcuno dei cavi!
Niente di grave, per carità, giusto il tempo di spelare altri 2 mm di cavo e di riavvitarlo, ma comunque una scocciatura insopportabile per un perfezionista come me! Se a questo poi aggiungiamo il fatto che, con i due nuovi pulsanti sul volante, avevo la necessità di farci arrivare altri tre o quattro cavi, si capisce che era ora di sperimentare una soluzione diversa!

Allora ho deciso di utilizzare dei cavetti telefonici (i cosiddetti “doppini”). Questo tipo di cavo ha al suo interno 4 conduttori, per cui ho dovuto utilizzarne due: uno per gli interruttori del cambio e l’altro per i due nuovi pulsanti. Ho utilizzato due pezzi di cavo telefonico nero del tipo a spirale, ognuno dei quali termina con una comune spinetta telefonica (plug) maschio. Ho quindi applicato dall’altra parte le due corrispondenti prese femmine, una sul volante e una sul blocchetto del cambio, in modo da lasciare la possibilità di smontare separatamente queste due parti. Ecco alcune (orribili) foto che mostrano il cablaggio effettuato dietro al volante (le immagini sono delle miniature che potete cliccare per visualizzarle ingrandite):

Questo è il blocchetto di legno con montate le due levette del cambio. Originariamente aveva solamente un piccolo foro da 10 mm al centro per infilarlo sulla barra filettata. Ora questo foro è stato allargato in modo che possa ospitare l’intero dado sulla quale è incollata la piastra di fissaggio del volante (che quindi si trova fra il volante e il blocchetto) ed inoltre ho ritagliato un’apertura larga 10 mm verso il basso in modo che il blocchetto possa essere smontato liberamente in caso di necessità.
Notate in connettore telefonico fissato in basso a destra, incollato ad un supporto metallico. Da questo escono dei sottili cavetti che arrivano ai due microswitch del cambio, girando intorno al blocchetto.

Questo è invece il secondo connettore, semplicemente incollato con l’Attak dietro al volante. Anche da questo, come potete vedere, escono i cavetti che arrivano ai contatti dei due pulsanti frontali del volante.

 

 

 

Ecco come si presenta il retro del volante con il blocchetto del cambio al suo posto. Notate come le due prese telefoniche vengono a trovarsi affiancate nella parte bassa del volante, ovvero proprio vicino al punto dove i cavetti escono dal cruscotto.

 

 

 

Questa foto mostra il volante montato sul cruscotto. Come vedete il blocchetto del cambio è tenuto in posizione da un dado (non incollato…), con l’interposizione di un pezzetto di compensato da 4 mm.
Sotto al volante si intravedono anche i due cavi telefonici a spirale agganciati ai rispettivi connettori.

 

 

Nota sui connettori telefonici. Ne esistono di due tipi: uno più piccolo usato per i cavi delle cornette e uno più grande, usato sui cavi telefonici “di linea” veri e propri. Io, come cavo a spirale, ho usato appunto quello di una cornetta, che terminava alle due estremità con i connettori maschi piccoli. Ho cercato invano i corrispondenti connettori femmina, ma senza successo…
Allora ho sostituito i maschi con quelli più grandi (attenzione che ci vuole l’apposita pinza per montarli) e ho ricavato le due femmine (anche queste difficili da trovare in commercio singolarmente) da un adattatore per prolunghe telefoniche che ho semplicemente diviso in due!

Tornando alle modifiche del mio volante, ho infine sostituito i potenziometri, adottando nell’occasione un nuovo sistema di montaggio. I nuovi pot sono infatti quelli della R.S. Components (vedi F.A.Q.) che hanno delle misure diverse da quelli che usavo di solito, per cui qualche modifica era per forza di cose necessaria.
Già che c’ero ho deciso di implementare una connessione meno rigida fra l’albero del volante ed il corrispondente potenziometro. Ho quindi montato anche su quest’ultimo una forcella simile a quella usata sui pot dei pedali, azionata da un pezzo di filo di ferro piegato e incollato al supporto a “L” al quale è fissato l’elastico del volante. In questo modo il piccolo gioco del cuscinetto non va a forzare inutilmente l’albero del potenziometro, senza comunque compromettere la precisione di guida.
Le forcelle di tutti i potenziometri sono state rifatte utilizzando un semplice pezzo di filo di ferro ripiegato intorno all’alberino e incollato a questo con il Super Attak.

Ecco due foto che illustrano i nuovi pot montati sui pedali e sul volante. Cliccate sulle immagini per visualizzarle ingrandite:

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