Giacomo Fantozzi

Galleria di Giacomo Fantozzi (Siena)

Giacomo, seguendo i miei progetti, ha realizzato questo bel volante completo di pedaliera. La peculiarità del suo lavoro, come ci spiega lui stesso, è di essere dedicato in modo specifico ai simulatori di Formula Uno.

La parola all’autore:

Il mio volante ricalca quasi pedissequamente il progetto di Zelig, ma con qualche particolarità legata soprattutto al fatto che è costruito esclusivamente per “simulare” con GP2. Quindi, tanto per cominciare, ha soltanto il cambio al volante, il che mi ha permesso di ridurre al minimo indispensabile la larghezza del cruscotto (26 cm, come il volante). Anche la forma del volante stesso, realizzato con tre strati sovrammessi di compensato opportunamente tagliato, sagomato, levigato, stuccato, incollato e verniciato (auff!), ha una forma a “cloche”, nel tentativo di emulare alcuni volanti usati in Formula 1 (soprattutto nelle passate stagioni). Il disegno è mio, basta una riga, un compasso e qualche lontano ricordo risalente ai tempi del liceo. Il cambio al volante è leggermente semplificato rispetto al progetto originale: come (non) si capisce dalla foto, ho applicato i due microswitches ai lati del blocchetto incollato dietro al volante, in modo che i due “pulsantini” sporgano oltre il blocchetto stesso; poi ho inserito una piastrina di metallo come distanziatore (non è altro che il pezzetto avanzato dalla staffa a “L” a cui ho fissato l’elastico), forata in modo da essere inserita sulla barra filettata; quindi ho montato le leve vere e proprie, costituite da un rettangolo di legno di mm 240x25x3 forato al centro e fissato con dado e rondella. Tirandolo verso il volante si azionano gli switches, lasciandolo torna in posizione grazie alla sua naturale elasticità. La prima versione era in compensato sottile, ma quando stringevo il dado si spezzava; allora ho optato per la faesite, che è molto più resistente (ricavata dal retro di una cornice per fotografie di cui si era rotto il vetro…). Per ora resiste molto bene. La pedaliera è leggermente diversa soltanto per quanto riguarda la pedana di appoggio dei piedi e per il modo in cui ho fissato l’elastico (anche qui cercate di interpretare la foto). Per la circuiteria ho usato un cavo da antenna coassiale per collegare la pedaliera al cruscotto (costa poco ed è esente da disturbi), mentre dal cruscotto alla presa game ho usato il cavo di un vecchio joystick. Spesa complessiva: 50-60 Klire. Il legno è interamente di recupero (cantina del babbo, discarica, cantiere edile vicino casa…), per cui la realizzazione è un po’ grossolana, ma funziona benissimo lo stesso. Nelle foto mancano alcune rifiniture (migliore fissaggio dei cavi, stuccatura e verniciatura). Non ho molta voglia di farlo, preferisco GUIDARE…;-)

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