Route 45 – nuova stagione di birrificazione

Inizio col ricordare ancora una volta che chi fosse interessato a seguire gli aggiornamenti periodici sulla mia attività qui al “birrificio” Route 45 è caldamente invitato a fare riferimento al mio canale Youtube, dove pubblico quasi settimanalmente dei video sull’argomento (iscrivetevi!). Purtroppo il blog viene aggiornato molto (ma MOLTO) meno spesso, come potete vedere…  :sad:

Comunque, la nuova stagione di birrificazione 2015/2016 è iniziata regolarmente ad ottobre, e quindi ho già fatto 2 cotte. La prima di queste, la Captain America, è quasi pronta da assaggiare, mentre la seconda, la Spiderman, è ancora – per poco – nel fermentatore.

In totale ho previsto anche per quest’anno le classiche 8 cotte all-grain BIAB, una al mese. Due di queste saranno delle “new entry”, ovvero birre nuove mai fatte prima, mentre le rimanenti saranno birre già collaudate, anche se eventualmente riviste (a volte anche parecchio) nella ricetta. Si cerca sempre un’evoluzione, insomma, sperando sempre che all’evoluzione corrisponda un miglioramento!  :wink:

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Le cotte della stagione 2014/2015

Come temevo, alla fine non ho trovato il tempo e la voglia di scrivere le consuete recensioni delle birre che ho prodotto negli ultimi mesi (a parte la prima), per cui faccio un riassunto globale delle cotte della stagione in questo articolo…

Ma prima di cominciare, una bella foto di gruppo!

Produzione Route 45 annata 2014-2015 al completo!

Captain America 3.0

Già trattata in un articolo specifico.

Spiderman IPA 2.0

Quella dell’anno scorso non era male, ma ho voluto fare qualche piccola modifica per cercare di migliorarla. La principale è stato l’utilizzo di un lievito diverso, l’S-33 Fermentis. La fermentazione si è bloccata a una densità di 1,022, ma fortunatamente alzando un po’ la temperatura e con un po’ di pazienza è ripartita ed è arrivata a una FG di 1,016 (non proprio bassa, ma già più accettabile!).

Birra niente male, il lievito mi piace di più di quelli usati in precedenza. Ci sono ancora alcuni spigoli da smussare, ma siamo sulla strada buona.

Video recensione su YouTube.

Note di produzione:
Cotta n° 33 del 23/11/2014 – OG: 1,060 – FG: 1,016 – Alcol: 6,1% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 66° C.
Fermentazione: 3 settimane da 20° a 22° C senza travasi intermedi.

Zagor 2.0

Un’altra birra, questa American Wheat, che sta diventando un classico del mio catalogo. Ho rifatto praticamente uguale la ricetta dell’anno precedente, e per fortuna il risultato è stato altrettanto soddisfacente. Birra chiara, limpida e beverina, ma non banale!

Note di produzione:
Cotta n° 34 del 21/12/2014 – OG: 1,044 – FG: 1,012 – Alcol: 4,6% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 67° C (più 15 minuti a 50° per protein rest).
Fermentazione: 3 settimane da 20° a 21° C senza travasi intermedi.

Ben’s Bock

La lager di quest’anno è stata, per la prima volta, una bock. Grist ricco con malti pilsener, munich, caramunich, crystal e aromatic, con l’aggiunta di 500 g di estratto di malto secco. Luppoli fuggles e Hallertau, lievito Fermentis S-23. Purtroppo ne avevo una sola busta, un po’ poca per l’OG piuttosto altina di questa lager. Ho provato a farci un piccolo starter, ma alla fine la FG si è fermata a 1,020 e da lì non si è più mossa.

Birra comunque buona, non perfetta, magari nemmeno molto in stile, ma buona. E quindi non mi lamento!

Video recensione su YouTube.

Note di produzione:
Cotta n° 35 del 18/01/2015 – OG: 1,064 – FG: 1,020 – Alcol: 5,9% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 68° C.
Fermentazione: 3 settimane da 13° a 11° C con travaso intermedio dopo una settimana.

Wonder Woman Weizen

Anche questa è ormai una produzione abituale, fatta con la stessa ricetta dell’anno scorso, ma con una modifica: il lievito. Quest’anno ho provato a fare la mia weizen con il Mangrove Jack’s M20 (rigorosamente secco…) e devo dire che non mi è dispiaciuto! Ha tirato fuori gli aromi giusti che ci aspettano da questo stile e il risultato è quindi soddisfacente. Ma non perfetto. Perché anche qui la fermentazione si è fermata a una densità di 1,020, quindi la birra è rimasta leggermente dolce e con una gradazione alcolica bassina (ma tanto non se ne accorge nessuno). Ah, questa volta ho anche soppresso il protein rest!

Video recensione su YouTube.

Note di produzione:
Cotta n° 36 del 15/02/2015 – OG: 1,048 – FG: 1,020 – Alcol: 4,1% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 67° C.
Fermentazione: 3 settimane a 20° C senza travasi intermedi.

Thor Belgian Strong Ale

Altra immancabile presenza nella mia produzione, la Thor si conferma sempre una delle mie preferite. E infatti non mi azzardo proprio a modificare la ricetta! Resta sempre la solita ottima birra di stampo belga, con pilsener, wheat e aromatic come malti, un po’ di zucchero candito, luppoli europei solo per l’amaro e lievito Fermentis T-58.

Fermentazione un po’ lenta, ma stavolta tutto ok. Birra ottima nell’aspetto e nel gusto, non smetterei mai di berne…

Note di produzione:
Cotta n° 37 del 15/03/2015 – OG: 1,060 – FG: 1,011 – Alcol: 6,9% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 66° C.
Fermentazione: 3 settimane a 20° C senza travasi intermedi.

Wolverine Ale

Toh, chi si rivede! E’ la terza volta che faccio questa birra, e ogni volta parto con l’idea di aggiustare la ricetta della precedente, ma poi finisco sempre per stravolgerla completamente. D’altra parte questa non è una birra che segue uno stile particolare, ma è una creatura sperimentale, e quindi… si sperimenta!

Quest’anno ho appunto sperimentato un nuovo luppolo, il Pacific Gem, e un nuovo lievito, il Mangrove Jack’s Newcastle Dark Ale M03. Il risultato mi è piaciuto, una buona birra simile ad una strong bitter inglese, anche se non è esattamente quello che mi aspettavo. Ma la base è buona e ho già in mente due o tre modifiche da fare la prossima volta per cercare di tirare fuori il carattere che ci si aspetta da una vera… Wolverine!

Video recensione su Youtube.

Note di produzione:
Cotta n° 38 del 17/04/2015 – OG: 1,050 – FG: 1,013 – Alcol: 5,3% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 65° C.
Fermentazione: 3 settimane da 20° a 23° C senza travasi intermedi.

Alan Ford Belgian Ale

L’Alan Ford è la birra che faccio tradizionalmente a fine stagione… con gli avanzi! Metto insieme un po’ di tutto di quello che mi è rimasto dalle cotte precedenti per cercare di avere meno rimanenze possibile di malti e luppoli. E fermento tutto con il Fermentis T-58 (da qui la definizione di belgian ale…).

La ricetta, inevitabilmente, cambia sempre ogni anno. Questa volta ci sono 6 malti diversi (con il Munich come base prevalente), un po’ di zucchero candito, un po’ di estratto secco e un paio di luppoli (Fuggles e Cascade).

E il risultato non è affatto malvagio! Birra equilibrata, colore ambrato, gusto piacevole… Sta a vedere che le birre buttate insieme (quasi) a caso mi vengono meglio di quelle ben studiate?

Video recensione su Youtube.

Note di produzione:
Cotta n° 39 del 17/05/2015 – OG: 1,056 – FG: 1,016 – Alcol: 5,6% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 66° C.
Fermentazione: 3 settimane da 20° a 22° C senza travasi intermedi.

Lupin III Saison

Anche se di solito l’Alan Ford chiude la stagione, stavolta ho voluto programmare una cotta anche in giugno, sfidando il caldo con la produzione di una Saison. Questo stile di birra viene infatti fatto fermentare tradizionalmente a temperature più alte del consueto, per cui ho valutato che ci potesse stare.

E’ la prima volta che mi cimento con questo stile e la ricetta che ho seguito comprende malti pilsener, munich, wheat e caramunich, ai quali ho abbinato un luppolo che ho usato qui per la prima volta, il Sorachi Ace, usato sia per amaro che per aroma. E ancora una volta ho scelto di usare un lievito secco, il Danstar Belle Saison.

Questo lievito è famoso per essere un mangiatutto, e infatti ho raggiunto un’attenuazione record, finita a 1,004. Solo che probabilmente è andata avanti ulteriormente ancora un po’ in bottiglia, e infatti già dopo un mese i primi assaggi mostravano una birra decisamente sovracarbonata… Peccato, perché altrimenti non sarebbe neanche male!

Video recensione su Youtube.

Note di produzione:
Cotta n° 40 del 14/06/2015 – OG: 1,056 – FG: 1,004 – Alcol: 7,4% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 65° C.
Fermentazione: 3 settimane da 25° C senza travasi intermedi.

Conclusioni

9 cotte e 118 litri prodotti in totale, per i miei standard niente male!

E soprattutto tutte birre buone, qualcuna di più e qualcuna un po’ meno, per carità, sicuramente non prive di difetti, ma mediamente ritengo il livello più che accettabile.

Rimane da risolvere il problema – purtroppo non da poco – delle fermentazioni spesso problematiche che finiscono per bloccarsi a densità piuttosto alte, tipicamente a 1,016/1,020, fatto successo almeno 4 volte anche quest’anno e che ancora non riesco a spiegarmi…

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Installare una custom ROM (Lollipop) su Sony Xperia S

Siccome ho messo su YouTube un video dove ho recensito brevemente questa ottima ROM custom con Android Lollipop che ho installato sul mio smartphone Sony Xperia S, diverse persone mi hanno chiesto una guida per fare lo stesso lavoro.

E’ vero che in rete si trova già un po’ tutto, ma se uno parte da zero si tratta di fare diversi passaggi, spiegati su siti diversi e spesso tutto in inglese (e a volte nemmeno tanto chiaramente, per chi non è molto esperto di questo genere di smanettamenti…), per cui ho deciso di provare a mettere insieme una guida dalla A alla Z cercando di renderla più semplice possibile.

Inizio con un doveroso DISCLAIMER: questa procedura comporta la perdita della garanzia sul telefono e la possibilità, per quanto remota – se qualcosa va storto, se sbagliate qualche passaggio o se avessi involontariamente sbagliato io a scrivere qualcosa nella guida – di “briccare” il telefono, ovvero di renderlo inutilizzabile. Per cui se lo fate, è totalmente a vostro rischio e pericolo.

Preciso anche che io stesso non sono un grande esperto di questo genere di modding, perché anche per me sono un po’ i primi esperimenti, quindi è possibile che esistano anche modi più semplici per fare alcune cose o che alcune spiegazioni non siano molto precise perché citate “a memoria”…

Detto questo andiamo a incominciare, supponendo di partire da un telefono “stock” come Sony l’ha fatto, con l’ultima versione ufficiale di Android Jelly Bean.

1 – Lo sblocco del Bootloader

Condizione indispensabile per poter installare ROM non ufficiali è quella di sbloccare il Bootloader del telefono (ovvero quel firmware – simile al BIOS dei PC – che si occupa di far partire il caricamento del Sistema Operativo). E bisogna prima di tutto verificare che la cosa sia fattibile, perché su alcune versioni del telefono (solitamente quelle a marchio di qualche operatore telefonico), la cosa potrebbe essere inibita!

Digitate sul dialer del telefono il numero  *#*#7378423#*#* e si aprirà il menù di servizio. Tappate Info Servizio > Configurazione > Rooting Stato . Se l’ultima voce (Sblocco bootloader consentito) dice Sì, allora si può continuare con la procedura. Se dice No, il dispositivo non può essere sbloccato, per cui mi spiace, ma dovete rassegnarvi a tenere la ROM di serie…

Supponendo che invece lo sblocco sia consentito, potete proseguire:

Avrete innanzitutto bisogno di un PC sul quale installare ADB e Fastboot, programmi che, senza entrare troppo nei dettagli, vi consentono di inviare comandi al telefono da terminale. ADB e Fastboot, fanno parte del pacchetto Android SDK, ma per evitare di installare questo ingombrante malloppo (se non avete intenzione di sviluppare app per Android), potete semplicemente scaricare e installare “Miimal ADB and Fastboot” da questo thread su XDA (per PC Windows).

Se già non l’avete, segnatevi poi l’IMEI del vostro telefono (lo trovate in Opzioni > Info sul telefono > Stato, oppure digitando *#06# sul dialer).

Un’ultima cosa da fare, ma questa è facoltativa, è un backup delle vostre applicazioni e dei relativi dati (con qualche app apposita tipo Titanium o simili), visto che lo sblocco del bootloader comporta automaticamnte un reset del cellulare alle impostazioni di fabbrica! Non perderete comunque i dati memorizzati nella partizione sdcard (foto, musica, ecc), ma anche qui un backup prudenziale è sempre consigliato… Considerate anche che lo sblocco comporta la cancellazione dei DRM dal telefono, per cui dite addio alle applicazioni proprietarie di Sony.

Ok, a questo punto riprendete il PC e andate sulla pagina web ufficiale Sony per la procedura di sblocco del bootloader. In basso scegliete “Xperia S” nell’elenco dei modelli (update 30/3/2015: il modello è stato rimosso nei giorni scorsi dall’elenco! Selezionate “Xperia SL”, andrà bene comunque…), quindi cliccate su “Continue”, mettete il vostro indirizzo email e l’IMEI del telefono quando vi viene richiesto. Confermate di essere consapevoli dei rischi, della perdita di garanzia e bla bla bla, e alla fine riceverete una mail contenente il vostro codice di sblocco.

Ora dovrete collegare il telefono al PC con il cavo USB, in modalità fastboot: spegnete il telefono, colegate il cavo USB al PC, tenete premuto il tasto “volume su” sul telefono e contemporaneamente collegate il cavo USB al cellulare. Il LED di notifica del telefono si accenderà di colore blu, per confermare che siete entrati in modalità Fastboot.

Sul PC, cliccate sul collegamento creato durante l’installazione di “Miimal ADB and Fastboot” (sul desktop o nel menu Start) e si aprirà una finestra prompt di comando. Digitate “fastboot devices” e verificate che non ci siano messaggi di errore e che venga restituito un risultato (un codice che identifica il fatto che il dispositivo sia collegato correttamente).

Ora digitate “fastboot -i 0x0fce oem unlock 0xCODICESBLOCCO”, ovviamente sostituendo a CODICESBLOCCO il codice che avete ricevuto via mail. Fatto! Il vostro bootloader è sbloccato, potete scollegare il telefono e riavviarlo.

2 – Root del telefono

A dire il vero non ho capito bene se questo passaggio sia realmente necessario, comunque ecco come fare: scaricate l’apposito tool universale da questa pagina e scompattatelo, collegate il telefono al PC attivando la modalità USB Debug, attivate l’installazione di app da fonti sconosciute, assicuratevi di avere installato i driver necessari e che quindi il telefono venga riconosciuto correttamente dal PC ed infine eseguite il tool.

Un altro sistema per il root dell’Xperia S lo trovate qui.

3 – Installazione custom Recovery

La “recovery” è un piccolo software che può essere eseguito indipendentemente dal Sistema Operativo. Installare una custom recovery sul telefono consente di avere a disposizione diverse funzionalità interessanti aggiuntive, come quella di fare backup e restore completi del sistema o, appunto, “flashare” nuove ROM!

Una delle custom recovery più famose, e che vi consiglio di usare, è la TWRP. Andate quindi su questa pagina e scaricate la versione 2.8.0.1 oppure la 2.8.4.1 (dicono che le altre versioni abbiano dei problemi, quindi meglio non rischiare…).

Collegate l’Xperia S al PC e copiate il file sul telefono (in /sdcard/). Poi installate sullo smartphone un terminale (tipo questo), lanciatelo e digitate i seguenti comandi (ovviamente correggete il nome del file se non installate la versione 2.8.0.1):

su
dd if=/sdcard/openrecovery-twrp-2.8.0.1-nozomi.img of=/dev/block/mmcblk0p11
sync

Update 30/3/2015: un metodo alternativo per l’installazione della recovery è utilizzare l’app TWRP Manager (se a voi funziona, io non ci sono riuscito…).

Ok, ora avete la TWRP installate nella partizione FOTA, il che vuol dire che non si cancellerà flashando le custom ROM. Se provate a riavviare il telefono, dovreste vedere il led di notifica che si accende in colore fucsia mentre viene visualizzato il logo Sony. Se premete il tasto “volume su” mentre questa luce è accesa, entrerete in modalità recovery, e verrà lanciato TWRP.

4 – Installazione della nuova ROM

Ovviamente dovrete prima scaricare la ROM che volete installare. Io sto usando la nAOSProm e ve la consiglio vivamente (ma tenete d’occhio anche lo sviluppo della uCyan, porting non ufficiale della Cyanogenmod 12). Update 16/4/2015: Entrambe le ROM sono al momento basate su Android 5.1, ma se preferite ci sono versioni precedenti con Android 5.0.2.

Poiché le custom ROM non possono essere distribuite comprensive delle applicazioni Google (gApps), dovrete scaricarvi anche queste a parte: andate su questa pagina (update 16/4/2015) e scaricate il pacchetto che preferite (attenzione a prendere la versione giusta per la versione di Android che andrete a installare, se 5.0.x o 5.1). Io consiglio la versione micro, tanto le altre applicazioni, se servono, le potete sempre installare in seguito dal play store.

Copiate questi 2 file sul telefono e riavviatelo in modalità recovery, come spiegato prima.

Se volete, a questo punto potete eseguire un backup completo del sistema (non si sa mai…) tappando sull’apposito tasto e facendo uno swipe sulla barra in basso. In caso di necessità potrete ripristinare il backup usando allo stesso modo la funzione “restore”.

Ora fate un wipe del telefono (corrisponde ad un reset alle impostazioni di fabbrica): tappate su “wipe” e fate il solito swipe.

Tappate su “Mount” e deselezionate tutto tranne la sdcard (passaggio richiesto per questa specifica ROM).

E’ il momento di flashare la nuova ROM! Tappate su install, selezionate il file zip della ROM, tappate su “Add More Zips” e selezionate anche il file delle gApps, quindi fate lo swipe per far partire l’installazione dei due pacchetti.

Al termine, fate un wipe di cache e dalvik e quindi un reboot del sistema.

Il primo avvio sarà piuttosto lungo, di solito una decina di minuti, ma qualcuno ha aspettato anche mezz’ora… Ma alla fine avrete il vostro sistema nuovo di zecca con Android Lollipop!

Lavoretti opzionali

Già che ci siete ci sono anche un paio di lavoretti extra che potete fare, se ve la sentite:

Cambiare il filesystem delle partizioni data e cache in F2FS (per prestazioni migliori);

Aumentare le dimensioni della partizione data (io l’ho portata a 6 GB: mai più spazio insufficiente per le applicazioni e senza nemmeno doversi preoccupare di spostarle sulla SD!).

Conclusioni

Se notate che la guida contiene qualche errore o imprecisione, segnalatemelo e provvederò a correggerla!

Vi prego anche di non chiedermi informazioni per l’installazione di custom ROM su altri modelli di telefono, perché non ne so nulla!

In ogni caso, Buon divertimento!  :cool:

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Le prime cotte della stagione

Hai ragione, caro blog: già da tempo ti stavo trascurando, poi adesso ti sto anche tradendo con YouTube… fatto sta che non ho ancora scritto niente sulle prime birre prodotte nella stagione 2014/2015!

Perché, al contrario di quanto sembrerebbe leggendo questo blog, qui al Route 45 non si sta mica con le mani in mano! Di cotte ne ho già fatte quattro e fra poco brasserò la quinta. Si tratta sempre di birre prodotte con la consueta tecnica all-grain BIAB, per quanto stia sperimentando alcune piccole varianti nella procedura, come l’introduzione della reidratazione dei lieviti secchi (mah…) e l’eliminazione del travaso intermedio in fermentazione.

Le birre in questione sono la Captain America, la Spiderman e la Zagor, riedizioni di cotte già fatte l’anno scorso (in alcuni casi con qualche modifica) e infine finalmente una new entry: una bella bock che per questo giro prende il posto della marzen come birra lager. Metto qualche nota al volo sulla prima, mentre per le altre pubblicherò in seguito qualche articolo un po’ più approfondito.

Parliamo quindi della Captain America. Come al solito si apre la stagione con questa ormai classica American Amber Ale che ormai è in bottiglia da tre mesi. La ricetta è sempre (più o meno) la stessa, ne ho già stappate diverse e devo dire che non hanno deluso le aspettative! L’unica cosa che ho aggiornato è… l’etichetta. Fino ad ora infatti questa birra veniva definita “Red Ale”, perché la prima volta che l’avevo fatta era uscita di un bel colore ramato molto tendente al rosso. In seguito, complice anche una piccola modifica della ricetta, è invece sempre risultata di una tonalità più ambrata e quindi ora è giustamente indicata come (American) “Amber Ale”.

Captain America Amber Ale

Note di produzione:
Cotta n° 32 del 26/10/2014 – OG: 1,042 – FG: 1,010 – Alcol: 4,6% Vol.
Tecnica: all-grain BIAB con mash a 65° C.
Fermentazione: 2 settimane a 20° C senza travasi intermedi.

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La legge di Murphy applicata al FAP

Non importa se hai appena percorso 5000 Km in autostrada: la rigenerazione del filtro antiparticolato partirà comunque il giorno dopo, quando prenderai la macchina per fare 4 km in centro città.

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Homebrewing: pronti a ripartire!

Dopo un paio di settimane frenetiche passate a decidere quali birre produrre nella nuova stagione (come sempre mi riduco a fare queste cose all’ultimo momento…), ho finalmente effettuato gli ordini e nel giro di qualche giorno tutto il necessario è arrivato.

Malti, luppoli, lieviti, ingredienti e additivi vari, qualche pezzo di attrezzatura da sostituire e anche un paio di fermentatori nuovi, di cui uno piccolino da 16 litri che potrebbe venirmi comodo in alcune situazioni.

Ingredienti variFermentatori

Le temperature stanno scendendo, e il Route 45 HB è pronto a ripartire!  :cool:

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