Android e i dati Exif delle foto

Ci sono diventato matto per un paio di settimane, e visto che alla fine sono riuscito a trovare la soluzione, pubblico due righe anche qui per aiutare chi si trovasse nella mia stessa situazione.

Problema: mi sono accorto che sul mio smartphone Android (Sony Xperia S, ma come vedremo il problema non dipende dal modello di telefono) le foto scattate erano prive dei dati Exif, o meglio c’erano solamente quelli relativi al modello di fotocamera e ai dati GPS, se era abilitato il geotag. La cosa strana è che i dati erano presenti nelle foto fatte il mese scorso, e questo mi ha portato a pensare che fosse un bug introdotto con l’aggiornamento ad Ice Cream Sandwich (Android 4.0.4) rilasciato appunto un mesetto fa per il mio telefono. Per me si tratta di un problema piuttosto fastidioso, perché quando archivio le foto sul PC ho l’abitudine di rinominarle in automatico – con un apposito programma – in base alla data e all’ora di cattura, data memorizzata appunto nei tag Exif!

Le ho provate tutte, anche usando applicazioni alternative per la fotocamera invece di quella “di serie”, ma il risultato era sempre lo stesso. Ho chiesto inutilmente aiuto su alcuni forum italiani e poi su quello internazionale di assistenza della Sony Mobile, dove finalmente ho avuto la giusta dritta.

Soluzione: alla fine chi era il colpevole? L’applicazione Google+ presente sul telefono, che probabilmente ha introdotto questa “magagna” in un suo recente aggiornamento. Sul telefono avevo infatti abilitato l’upload automatico delle foto sullo spazio web messo a disposizione su G+ e a quanto pare questa operazione causava l’eliminazione dei dati Exif dalle immagini. E’ bastato disabilitare l’upload automatico (dalle opzioni dell’app Google+) per fare in modo che tutte le foto fatte da quel momento in poi tornassero ad avere tutti i loro tag al posto giusto!

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Accostamenti in giardino

Sotto alla lagerstroemia fiorita, la mia panchetta blu ci sta proprio bene!  :cool:

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Lavoretti estivi

Tanto per non annoiarsi, ho deciso di pavimentare una piccola zona del mio giardino. Prima era ricoperta con pezzetti di corteccia, e mi piaceva anche, ma purtroppo era diventata la latrina di tutti i gatti del quartiere, per cui ho deciso di eliminarla.

Il pavimento, costituito da piastrelloni in cemento 40x40x4, è stato posato “a secco”, quindi con un sottofondo di sabbia. Ho fatto una soletta in cemento solamente sotto al cordolo di contenimento, per renderlo più stabile.

E già che c’ero, ho anche verniciato la panchina di blu!  :cool:

Ora resta solo da riempire di piante le aiuole intorno al pavimento. :grin:

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Brew Jam di AreaBirra.it

Considerato che quest’anno ho casualmente preparato 3 o 4 birre in stile inglese e che la sede prescelta è a poca distanza da casa mia, penso proprio che a settembre parteciperò al mio primo concorso homebrewing! :wink:

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Cellulare pronto per le vacanze

L’Xperia S è pronto all’avventura!  :grin:

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Homebrewing: Weizen 2012

La quinta cotta della stagione è una classica weizen. Ne avevo già fatta una l’anno scorso, partendo da estratto luppolato, mentre questa volta l’ho fatta in all-grain. La ricetta che ho seguito quest’anno l’ho presa dal libro “Brewing classic styles” di Palmer/Zainasheff e prevedeva l’uso di malto pilsner e weizen (50 e 50) e luppolo Hallertau per l’amaro. Come lievito ho provato per la prima volta ad usarne uno liquido della Wyeast, per la precisione il 3068. Si tratta di una confezione (da conservare rigorosamente in frigo) che contiene all’interno un sacchetto di nutriente. Qualche ora prima di usarlo (io l’ho fatto la sera prima) si schiaccia la confezione facendo rompere questo sacchettino interno, e così facendo il lievito viene “attivato” e comincia a riprodursi. Questo si evidenzia dal fatto che la confezione si gonfia come un palloncino, e questo dimostra inequivocabilmente che il lievito è vitale e pronto a fare il suo dovere!

Dopo le consuete due settimane di fermentazione (a temperature piuttosto basse, come consigliato dalla ricetta), ho imbottigliato i miei 13 litri di weizen. OG 1,044 – FG 1,011 – Alcool 4,8 % Vol.

Il risultato è abbastanza soddisfacente, anche se sinceramente mi aspettavo qualcosina di meglio, soprattutto per il fatto di aver usato questo famoso – e costoso! – lievito liquido. Invece la birra è risultata leggermente “piatta” proprio dal punto di vista dei sapori e dei profumi. Ho il sospetto che non sia stata una buona idea quella di fermentarla a temperature così basse…

In ogni caso non sto dicendo che sia cattiva, anzi! La birra è godibilissima e rinfrescante, equilibrata, con una carbonazione ben sostenuta e una schiuma tutto sommato decente. Il colore è molto chiaro, sembra quasi una blanche. Nel complesso, diciamo pure che un bel 7 se lo merita! :wink:

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